L’obbligo e la sanzione hanno due date diverse

Per chi usa l’AI per preparare testi destinati al pubblico, la trasparenza era già una questione operativa. Dal 23 ottobre 2026 si aggiunge il sistema sanzionatorio italiano previsto dal D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179.

L’obbligo sui testi dell’art. 50, co. 4, dell’AI Act si applica dal 2 agosto 2026. Riguarda i contenuti generati o manipolati con l’AI e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico: gli aggiornamenti su fisco, norme e scadenze possono rientrarvi.

Per questi testi, la dichiarazione sull’origine artificiale non è richiesta se ricorrono entrambe le condizioni della deroga: revisione umana o controllo editoriale e responsabilità editoriale della pubblicazione in capo a una persona fisica o giuridica. Il controllo deve entrare nel merito del contenuto, come spiegato nell’articolo del 20 ottobre sui canali di pubblicazione. Qui ci concentriamo sui testi: l’art. 50 disciplina anche altri impieghi dell’AI.

Quanto si rischia: massimali, PMI ed esempio

L’art. 23, co. 2, del decreto prevede, per le violazioni degli obblighi di trasparenza, sanzioni fino a 15 milioni di euro oppure, per un’impresa, fino al 3% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.

Per le piccole e medie imprese, comprese microimprese e start-up, il co. 7 rinvia all’art. 99, co. 6, dell’AI Act: vale il più basso tra il limite in cifra fissa e quello percentuale. Prima di applicare questa regola occorre verificare che il soggetto rientri nella categoria.

Esempio ipotetico: 400.000 euro × 3% = 12.000 euro. Se il soggetto è un’impresa qualificabile come PMI, questo è il massimale risultante dal confronto. Non è una multa automatica.

La qualificazione dello studio professionale come impresa è la lettura più probabile proposta nel post, non una certezza da dare per acquisita. Il riferimento è la nozione europea di impresa della Raccomandazione 2003/361/CE, allegato, art. 1: conta l’esercizio di un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica.

L’importo concreto va poi determinato considerando le circostanze. L’art. 23, co. 6, richiama i criteri dell’art. 99, co. 7, dell’AI Act e richiede di tenere conto anche della natura sostanziale o formale dell’obbligo violato.

Mettersi in regola prima della multa?

Per violazioni di scarsa offensività o pericolosità, l’art. 22 consente all’autorità di scegliere una misura alternativa alla sanzione pecuniaria: ordinare di eliminare le violazioni, astenersi dal ripeterle e adottare rimedi entro un termine. Se la violazione è già cessata, può essere disposta una dichiarazione pubblica che individui il responsabile e la natura della violazione.

È una facoltà dell’autorità, non il diritto a ricevere sempre un avvertimento prima della multa. Se l’ordine non viene rispettato, la sanzione può essere aumentata fino a un terzo, restando nei limiti dell’art. 23.

Autorità, procedimento e obblighi professionali

Per l’ambito qui considerato, il riferimento è l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, secondo le competenze attribuite dagli artt. 5 e 21 del decreto. Restano le competenze specifiche delle altre autorità previste dalla disciplina.

L’art. 24 rimette la procedura sanzionatoria al regolamento dell’ACN richiamato dall’art. 17, co. 4-quater, del D.L. 82/2021. La disposizione prevede l’applicazione delle sezioni I e II del capo I della L. 689/1981 fino all’entrata in vigore del regolamento; il decreto richiama inoltre la stessa legge, in quanto compatibile, escludendone l’art. 16. La disciplina procedurale va quindi verificata al momento del procedimento.

Per i commercialisti esiste anche un piano deontologico, distinto dalla trasparenza verso il pubblico. L’art. 21, co. 10, del Codice CNDCEC richiede di comunicare al cliente e alla parte assistita i sistemi di AI utilizzati nella prestazione, menzionandoli con linguaggio chiaro anche nell’eventuale documentazione prodotta. Su questo obbligo opera il sistema disciplinare dell’Ordine.

Dal 23 ottobre. E i testi già online?

L’art. 1 della L. 689/1981 esclude l’applicazione di una sanzione amministrativa in forza di una legge entrata in vigore dopo la commissione della violazione. Per le sanzioni italiane qui descritte, la data di entrata in vigore è il 23 ottobre 2026.

Questo principio non risolve da solo ogni caso di testo pubblicato prima e ancora accessibile online: resta da valutare la condotta concreta e la sua eventuale permanenza nel tempo. La scelta operativa indicata nel post è rivedere ora i contenuti già pubblicati, senza presumere né un’automatica sanzione retroattiva né un’esenzione generalizzata.

La scheda dei canali da compilare

Il primo commento al post propone una scheda semplice: una riga per ogni canale aperto al pubblico. Le righe seguenti sono esempi illustrativi da adattare, non la descrizione delle procedure effettivamente adottate da uno studio né un modello imposto dalla legge.

Esempi di compilazione della scheda dei canali
CanaleTesti con l’AI?Dichiarazione o controllo?Chi ha controllato e quandoGià online da rivedere
Novità fiscali sul sitoSìControllo nel merito; responsabile editoriale indicato sul sito.Nome e data per ogni articolo.Sì, verificare quelli dal 2 agosto.
Newsletter a iscrizione liberaSìDichiarazione sull’origine artificiale in fondo al testo.—No, nell’esempio.
Post LinkedInA volteControllo nel merito e responsabilità editoriale individuata.Nome e data nella cartella del post.Da verificare.

Dove si sceglie il controllo, occorre individuare chi rivede il testo, conservarne traccia e rendere facilmente reperibile il responsabile editoriale. La scheda aiuta a verificare queste scelte canale per canale.

Fonti e riferimenti

Adattamento del post, del carosello e del primo commento del 22 ottobre 2026. Verifica degli artt. 22, 23 e 24 del decreto, degli artt. 50, 99 e 113 dell’AI Act e dell’art. 1 della L. 689/1981 effettuata sulle banche dati ufficiali il 26 ottobre 2026. Per la Raccomandazione e il Codice deontologico sono state rilette le copie delle fonti ufficiali consultate rispettivamente il 21 e il 22 ottobre.

Fausto M. TufarielloCommercialista · Revisore Legale · CoachAI per Professionisti e Imprese
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Testo redatto con l’assistenza di strumenti di IA.